Quando si è sfortunatamente vittima di una distorsione del ginocchio con associata lesione del legamento crociato anteriore (lca), viene subito un dubbio: ricostruirlo? Ovviamente sì, l’intervento chirurgico, soprattutto nel lungo periodo, è sempre la soluzione migliore, vediamo perché.

Un “tirante” fondamentale

Dobbiamo fare una premessa: il lca è il cardine dei movimenti del ginocchio: controlla e sopporta le sollecitazione sulla tibia in una sorta di “cassetto anteriore” (cioè verso avanti) e parte delle rotazioni. Il legamento è allo stesso tempo un sistema propriocettivo, cioè contiene al suo interno alcune terminazioni nervose che informano il cervello sui rapporti tra tibia e femore, sulla tensione a cui vengono sottoposti.

Quando il legamento si rompe questa funzione sensoriale non viene ricostituita, ma sostituita solo in parte da meccanismi di compensazione attuati dai muscoli e tendini adiacenti. Questo vuol dire che un ginocchio senza lca continuerà a svolgere le sue normali funzioni, ma spostato in avanti più del dovuto, proprio per la mancanza di questo “tirante” fondamentale.

Lo spostamento in avanti del piatto tibiale andrà con il tempo a determinare un danno non di poco conto sia sul corno posteriore del menisco interno, che successivamente anche sulle cartilagini.

Perché intervenire chirurgicamente?

Nessuna terapia conservativa, nessun potenziamento muscolare potrà mai evitare questa situazione di sbilanciamento meccanico che a lungo andare porterà ad un artrosi progressiva del ginocchio. Questo degradarsi del ginocchio sarà ovviamente più veloce e più grave quanto più devastante sarà stata la distorsione iniziale per le strutture legamentose e quanto più l’arto verrà sollecitato da sforzi eccessivi come lo sport.

I fisioterapisti, ovviamente, tendono a spingere per la terapia conservativa (senza intervento) ma se vediamo i progressi fino ad oggi fatti, soprattutto in termini di standard qualitativi della chirurgia ricostruttiva del legamento crociato anteriore, questo genere di trattamento non ha più senso.

Certamente l’operazione ha dei rischi a breve termine, ma bisogna pensare attentamente alle possibili problematiche connesse all’artrosi progressiva che possono insorgere nel lungo periodo se si evita di sottoporsi all’intervento di ricostruzione.