La mia filosofia chirurgica

Un intervento chirurgico è un processo di costruzione meccanica di alta raffinatezza. Necessita quindi della massima precisione, della massima conoscenza dell’anatomia e della biomeccanica articolare. Chi fa molti interventi, come me, lo sa e lo studia continuamente. Questa ripetitività del gesto rende la chirurgia del ginocchio, quella cui principalmente ho dedicato la mia attività, molto simile all’industria automobilistica.

Vi comprereste un’auto nuova del modello di 20 anni fa?

Probabilmente no, quindi anche dal vostro medico pretendete il massimo nell’aggiornamento su gesti chirurgici, che hanno oramai regole quasi di ingegneria meccanica. Questi miglioramenti sono continui e meditati, spesso piccolissimi dettagli del gesto chirurgico, poi attesi nei loro risultati ed infine integrati definitivamente nel movimento standardizzato. Esattamente come l’ultimo modello di un’autovettura ha piccole differenze meccaniche dal precedente .

Ma rimane l’uomo. Ognuno di noi ha delle caratteristiche sue peculiari (sesso, età, peso) e necessità proprie (carattere, lavoro, sport) che rendono necessaria una integrazione tra meccanica e caratteristiche umane.

Infine c’è l aspetto sociale: oggi tutti vogliono e hanno diritto al miglior ginocchio (o anca, spalla, etc.) possibile, nonostante pochissimi siano atleti con ossa e muscoli forti e con una disponibilità ad una fisiocinesiterapia pesante post operatoria.

E quindi torniamo all’uomo (o alla donna) e a costruire una medicina che sia dedicata a tutti.

Un ultimo esempio: fino a qualche anno fa una signora di più di 30 anni era destinata a non operarsi, a rimanere con un ginocchio instabile tutta la vita, abbandonare lo sport e a dedicarsi solo ad attività “femminili”. Oggi grazie alla mini invasività del gesto chirurgico queste “atlete” sciano, corrono, calciano…

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