Le lesioni del legamento crociato anteriore

Fino a 30 anni orsono una lesione del legamento crociato anteriore (LCA) non veniva spesso nemmeno diagnosticata. Si parlava genericamente di distorsione, veniva trattata con una ingessatura del ginocchio, un po’ di fisioterapia successiva ed una pacca sulla spalla dello sventurato se si lamentava per qualche doloretto residuo.

Oggi sappiamo che la rottura del LCA è l’inizio della fine di un ginocchio. Sappiamo che quel ginocchio dal punto di vista biomeccanico, anche se perfettamente riparato, non sarà più biomeccanicamente normale e svilupperà una artrosi lenta e progressiva.

La riparazione della lesione, se effettuata a regola d’arte, permetterà al ginocchio di tornare apparentemente normale, soprattutto per il paziente che potrà riprendere tutte le attività sportive.

Il meccanismo di lesione

Generalmente il LCA si rompe per un trauma che superi la resistenza alla rottura del legamento stesso, con il ginocchio in flessione, cioè piegato, e in rotazione esterna ed interna.

Un altro meccanismo di lesione è il calcio a vuoto o l’iperestensione del ginocchio. In media la forza necessaria per rompere un crociato deve essere superiore al 1200 newton (approssimativamente 120 kg) ma è molto variabile da soggetto a soggetto e da trauma a trauma. In più il LCA è formato da una infinità di fascetti che per comodità vengono considerati in 2 (il fascio postero/laterale ed il fascio antero-mediale). Ecco quindi che una sollecitazione meccanica possa rompere un solo fascio o continuare a rompere tutto il crociato.

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