Un legamento crociato ricostruito ha una tenuta pari se non superiore rispetto al nuovo.

Il trapianto, se viene utilizzato il terzo centrale del tendine rotuleo (10 mm), ha una resistenza pari al 100% del crociato originale; questo valore sale al 280% se viene utilizzato un semitendinoso quadruplicato, che è la mia prima scelta per la maggior parte dei pazienti.

Il tendine va però ancorato all’osso con dei sistemi di tenuta che nel caso del femore sono ormai quasi sempre costituiti da una placchettina di titanio con dei nastri o fili che sostengono il neo legamento. Nella tibia il legamento invece passa in un foro che sbuca nel ginocchio nel punto di nascita del “vecchio” legamento; qui la fissazione è fatta con una vite che comprime il legamento nell’osso.

La tenuta di questi sistemi è pari a quella del legamento originale.

Riguardo la cicatrizzazione il neo-legamento si cicatrizza sull’osso in 6/8 settimane con una garanzia di tenuta che consente la corsa intorno ai 60/90 giorni.

Attenzione però: la maturazione di questa cicatrice che incollerà il trapianto all’osso è differente da persona a persona, da maschi a femmine e cambia con l’età; non esistono tabelle fisse ma ognuno ha un percorso di riabilitazione differente.

La resistenza di un nuovo crociato non è più un problema ma ovviamente delle cautele vanno prese, di conseguenza è il “valor medio” che viene utilizzato per autorizzare le varie attività: ad esempio camminare senza stampelle nei primi giorni dopo l’intervento non pone rischi ma fare le scale invece deve essere fatto con particolare prudenza come scendere dalla autovettura o piegare troppo il ginocchio.

Oggi il concetto che si persegue nelle ricostruzioni del crociato è fissazione rigida e forte delle estremità del trapianto e movimento immediato: meno rigidità di ginocchio e ritorno precoce alla vita di tutti i giorni.