La ricostruzione del legamento crociato del ginocchio avviene come sappiamo grazie all’utilizzo di un tendine prelevato da un’altra parte del corpo, il muscolo semitendinoso, situato nella parte posteriore della coscia.

Verso la fine del 2002 pubblicavo la mia tecnica con l’uso del semitendinoso triplicato e fissazione Rigidfix: si trattava per l’epoca di un sistema totalmente innovativo.

Tutto l’intervento era basato su una filosofia (vedi la mia filosofia chirurgica) micro-invasiva che avrebbe dato ottimi frutti: si utilizzava un solo tendine, il semitendinoso appunto, che si triplicava per avere un trapianto della giusta lunghezza e del necessario diametro per avere una buona tenuta; la fissazione era fatta con i chiodini Rigidfix che permettevano a loro volta un consistente ancoraggio e soprattutto un residuo minimo di materiale destinato poi a sciogliersi nell’osso.

Perché usare un solo tendine se si potevano usarne due?

L’uso di un solo tendine, che io avevo imparato pochi anni prima dal dr Andrea Staehelin di Basilea, consentiva di “risparmiare” (non alterare) il gracile, un muscolo che vicaria cioè compensa il prelievo del semitendinoso.

Togliendo un solo muscolo si evita la perdita di forza del ginocchio in flessione intra-rotazione, tipica delle fasi iniziali della riabilitazione di pazienti operati con trapianto di semitendinoso e gracile.

Al tempo l’intervento si faceva con il sistema uni-tunnel, cioè il foro per l’attacco femorale del neo legamento veniva fatto dall’interno del foro tibiale cercando la massima anatomicità dell’impianto.

I legamenti fatti con questa tecnica erano molto “naturali” e i pazienti erano contenti di questa sensazione di normalità del ginocchio.

Oggi utilizziamo sempre una tecnica mininvasiva, con un solo tendine, come allora, spesso però quadruplichiamo il tendine, cioè facciamo un trapianto a quattro capi, più resistente ma più corto.

I punti di inserzione del crociato sono come allora il più anatomici possibile e questo rende il neo legamento una copia verosimile del crociato.

Il tunnel femorale viene eseguito con un apposito foro per essere il più preciso possibile con un margine di errore che oramai è inferiore ai 2 mm…!!!

La riabilitazione è la stessa, oggi come allora con immediato carico ed estensione del ginocchio e movimento immediato per una veloce ripresa della vita quotidiana.

Quindi, il focus dell’intervento è lo stesso, ma è aumentata la precisione e la “tenuta” del ginocchio, che come abbiamo visto in questo articolo è a livelli di resistenza uguali se non migliori di un legamento originale.