Il legamento crociato anteriore serve ad evitare che la tibia si sposti anteriormente al femore causando instabilità e cedimenti.

Anatomicamente va dalla parte anteriore delle spine tibiali, sul piatto tibiale, al condilo femorale esterno contribuendo a limitare anche le rotazioni del ginocchio lavorando insieme al legamento crociato posteriore.

Quando vogliamo provare la tenuta del legamento crociato anteriore effettuiamo una trazione in avanti sulla tibia con il cosiddetto “cassetto”.

Due sono le manovre tipiche: il cassetto classico, con il ginocchio flesso a 90° ed il cassetto in estensione con il ginocchio flesso tra i 10 ed i 20° detto Lachmann, dal nome di uno dei suoi scopritori.

Il cassetto classico è abbastanza facile da effettuare, con il ginocchio flesso a 90 ° si stabilizza il piede e si esercita una trazione sulla tibia da dietro in avanti.

Quando un ginocchio è sano lo spostamento in avanti è lo stesso nelle due ginocchia con un arresto netto dopo 2 -5 mm; se lo spostamento rispetto al controlaterale è maggiore questo è segno di una lassità anteriore dovuta quasi sempre ad una lesione del legamento crociato anteriore.

In questo video il test del cassetto con ginocchio flesso:

 

Il cassetto in estensione con il ginocchio da un minimo di flessione è meno intuitivo e richiede una certa esperienza; anche in questo caso è necessario provare il controlaterale.

Il questo video il test del cassetto a ginocchio steso:

 

Questi due test vengono sempre utilizzati per fare la diagnosi assieme agli altri test di lassità in varo, valgo e rotazione (il cosiddetto Jerk test).

La facilità dell’esecuzione del test del cassetto lo ha reso popolare, inoltre quando la lesione del legamento crociato anteriore sia cronica e la lassità sia importante i risultati sono molto facili da far valutare anche al paziente che “sente“ il movimento senza uno stop.

Oggi molti radiologi, quando vedono in RMN (Risonanza) la rottura di un legamento invitano già nella diagnosi a verificare con test biomeccanici come questi la stabilità.

Alla diagnosi finale quindi si arriva attraverso le mani dell’ortopedico ….dopo centinaia di prove di allenamento !!!