La recente rottura del legamento crociato anteriore del capitano della Juventus Giorgio Chiellini, precedentemente vittima di una lunga serie di lesioni muscolari specialmente al polpaccio, pone degli interrogativi.

Esiste un legame tra fragilità muscolare e rottura del legamento? E cosa difende il legamento crociato dagli infortuni?

Sicuramente una buona coordinazione nel movimento e una muscolatura forte.

Contrariamente a quanto si crede, non è il quadricipite il muscolo che tutela il legamento crociato anteriore;

infatti questo potente muscolo tira il piatto tibiale con la sua inserzione (il tendine rotuleo) in avanti, con una traslazione che è contrastata proprio dal crociato anteriore.

Una eccessiva contrazione del quadricipite può indebolire o addirittura rompere il crociato o allentare un trapianto pro-lca come nel caso dell’intervento di ricostruzione.

Ovviamente tutti i muscoli che tirano il piatto tibiale indietro, guardando lateralmente il ginocchio, lo proteggono.

Questi muscoli sono il bicipite femorale, i muscoli della zampa d’oca (sartorio, semitendinoso e gracile), il semimembranoso e il tricipite surale (il polpaccio) che con i gemelli si attacca posteriormente al ginocchio.

In Danimarca pochi anni fa è stata fatta una ricerca lavorando sulla preparazione atletica dei giovani calciatori focalizzata sulla coordinazione muscolare e sul potenziamento dei flessori.

Il risultato? Una drastica diminuzione delle distorsioni con rottura del legamento crociato anteriore.

Per lo stesso motivo nel mio intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore utilizzo un solo tendine flessore per la ricostruzione, il semitendinoso, proprio per salvaguardare la difesa del neo legamento.

Quindi prima di giocare a calcio, o ad altri sport, è necessario potenziare i muscoli flessori e lavorare sulla coordinazione del gesto atletico.

Nella riabilitazione dopo l’intervento, o dopo un infortunio, sarà quindi importante lavorare su questo per evitare ricadute.