Molti pazienti, vittime di lesioni meniscali, vivono nel terrore che il chirurgo porti via “troppo” menisco.

Quindi, alla visita la prima domanda è: “Dottore mi toglie meno menisco possibile, vero?”

Sicuramente togliere tutto un menisco, come si faceva nelle vecchie meniscectomie chirurgiche aperte (quelle con il taglio), generava una successiva artrosi del ginocchio.

Oggi non è più cosi, con meniscectomie sempre più selettive che riguardano solo la minima area attorno alla lesione.

Spiego sempre ai pazienti che noi togliamo solo la parte lesionata di menisco cercando di lasciare tutta quella porzione di menisco che può, aumentando la superficie d’appoggio, diminuire la pressione sulle cartilagini ed allungarne la vita.

Ad esempio in una lesione radiale come quella qui sotto, dobbiamo regolarizzare il menisco per tutta la profondità del taglio.

lesione meniscale

I risultati sono quelli visibili nella foto sotto, lasciando il muro meniscale che ha una minima possibilità di dare un rigenerato meniscale e di contenere il femore.

lesione meniscale risolta

Quando ci sono le condizioni, ovviamente si toglie quanto meno menisco possibile cercando di lasciare sana la porzione più periferica.

I risultati delle meniscectomie parziali artroscopiche sono ottimi a distanza di 10 anni, e laddove le cartilagini siano sane al momento dell’intervento, la progressione artrosica è minima.

Dove ci sia già una artrosi, c’è il dubbio se intervenire o meno, e più di uno studio dice che i risultati dopo un anno sono identici sia effettuando una meniscectomia sia con la sola fisioterapia.

Indubbiamente chi si sottopone ad una meniscectomia con un ginocchio con le cartilagini già sofferenti ha un buon risultato sulla parte di dolore legato alla lesione meniscale che si blocca nell’articolazione, meno invece sulla componente di dolore osseo.