Quando parliamo di osteonecrosi del ginocchio dobbiamo distinguere 2 situazioni.

La prima è una malattia che si manifesta nei ragazzi intorno ai 12/14 anni. Spesso le immagini sono impressionanti alla risonanza magnetica nucleare del ginocchio. Nella maggior parte dei casi regredisce con lo scarico del ginocchio colpito, deambulando con stampelle, e molta calma.

L’osteonecrosi della persona di circa 50 anni è spesso invece post chirurgica, da meniscectomia, o da sforzi eccessivi.

Qualsiasi struttura infatti, può cedere per un uso continuo troppo prolungato o per un trauma la cui forza sia superiore alla tenuta dell’osso. Ne avevamo parlato qui.

Questo caso che presentiamo è emblematico: uomo, 57 anni, appassionato di corsa, decide di correre “l’ultima maratona” nonostante il ginocchio già soffra di dolore per un menisco rotto.

Tenuto in piedi con infiltrazioni nel ginocchio parte ma al 21esimo km sente una fitta acuta al ginocchio.

Si ferma, poi riprende piano piano e finisce.

Qualche giorno dopo, un incauto ortopedico lo sottopone a meniscectomia artroscopica senza controllare con una RMN cosa fosse successo..

Questo il risultato, osteonecrosi netta, come rappresentato nell’immagine.

Nella foto da RMN è riscontrabile il buco nell’osso del condilo femorale con il distacco del frammento.

Adesso, per cercare di salvare il salvabile, mesi di stampelle e poi un trapianto condrale o più probabilmente, una protesi mono-compartimentale di ginocchio.